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Scusi, cos’è un hashtag?

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È una domanda che mi son sentito rivolgere ieri. Stavo per stupirmi (ok, un po’ l’ho fatto), però poi mi son ricordato che in Italia solo il 50% delle persone sono connesse o navigano in rete, per cui le probabilità che una persona non sappia cosa sia un hashtag sono 1 su 2 (ok, magari non tutti quelli “offline” ignorano cosa sia, ma credo che non tutti quelli che navigano lo conoscono).

L’hashtag secondo Wikipedia

Un hashtag (#) è un tipo di etichetta o tag per metadati utilizzato su alcuni servizi di rete e social network come aggregatore tematico, la sua funzione è di rendere più facile per gli utenti trovare messaggi su un tema o contenuto specifico.

In pratica quando scriviamo una parola con davanti # (“cancelletto” o “hash”) è come se catalogassimo un post di Twitter o una foto di Instagram con quella determinata etichetta: quei post saranno visibili a chiunque effettui una ricerca con quella etichetta e per fare ciò basterà un clic o un “tap” (il clic che sia fa col dito sullo smartphone) sull’hashtag stesso.

Facciamo una prova pratica.

Guardate questa foto e fate un clic su un hashtag a caso:

{car eyes} #myparma #parma #igersparma #italymagazine #browsingitaly

Una foto pubblicata da Davide Morante (@morantedavide) in data:


vi appariranno le altre foto in cui compare l’hashtag che avete selezionato.

Brevissima storia sugli hashtag

Devono il loro successo a Twitter, e per un certo periodo li supportava anche LinkedIn. Da un po’ di tempo ci sono anche su Facebook, ma funzionano male. Funzionano anche su Google Plus, ma è Google Plus stesso a “non funzionare” (ma questa è un’altra storia).

Ad oggi il social network che non perde un “hashtag” è Instagram.

Hashtag come aggregatori di contenuti

Ancora oggi sono ben visibili le foto scattate dai partecipanti del primo momento di incontro che organizzammo per Instagramers Parma: cliccate su #instawalkparma1 e vedrete tutte le foto che scattammo a novembre del 2013.

Giusto un esempio di come gli hashtag siano un ottimo modo per aggregare contenuti creati da persone con le quali non si è in collegamento. Si possono inoltre raccogliere su un sito diverso dal social network originario: magari su quello aziendale con una veste grafica personalizzata o trasmessi durante un evento. In entrambi i casi consiglio un sistema di controllo prima di “aggregarli”.

Soprattutto su Twitter sono molto utilizzati per commentare assieme a persone sconosciute un evento: sia esso un fatto di cronaca, una conferenza, una manifestazione sportiva o una trasmissione televisiva.

L’importanza degli hashtag per le aziende

E sono importanti anche per le aziende: permettono di aggregare e trovare conversazioni o foto su di loro, interagire con le persone che le hanno condivise, o “premiarle” con la ricondivisione dai canali ufficiali (tale pratica è premiante per le persone, se i profili ufficiali hanno tanti follower)

Come scegliere un hashtag?

Questa è una presentazione che creai nel 2013 riveduta e corretta.

Author: Davide Morante

Sono Davide Morante, social media manager di Parma (anche se al momento mi muovo spesso anche tra Pavia e Milano).
Mi occupo di comunicazione social per le aziende: elaboro strategie per la presenza sui social network (Facebook, ma anche Instagram, LinkedIn, Pinterest e Twitter) e li gestisco in prima persona.

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