Sanremo 2017: la fine di Twitter?

Sanremo 2017 ha forse segnato l’inizio della fine di Twitter. Almeno per quanto riguarda l’Italia (non che se la passi benissimo in altri Paesi). Ma andiamo con ordine.

Fino a Sanremo 2017, appunto, il social preposto per un racconto live di un evento, o la visione condivisa di un programma TV era Twitter: un po’ di persone si ritrovavano su quel social network e tramite l’hashtag ufficiale si commentava questo o quel programma (in alcuni casi, tra l’altro, con la speranza di far inquadrare il proprio tweet in trasmissione).

E con Sanremo 2017 cosa è successo?

È successo che le tantissime persone che hanno guardato il festival (si è arrivato anche al 60 % di share), hanno commentato ogni singola performance anche (o solo) su Facebook con aggiornamenti di stato ben più frequenti a quelli implicitamente consigliati dalla netiquette “ufficiosa” che sostiene di non intasare troppo la Sezione Notizie (quel “luogo” di Facebook dove vediamo gli aggiornamenti di stato dei nostri amici e delle pagine che seguiamo) dei nostri amici.

Aggiungi un post alla tua storia

Anche Facebook aveva avallato questa netiquette UN-official, introducendo la funzione “Aggiungi un post alla tua storia”, cioè la possibilità di concatenare una serie di post: nella Sezione Notizie dei nostri amici ne sarebbe comparso solo uno e avrebbe avuto la possibilità di rileggere poi l’intera “storia”. Ideale, appunto, per raccontare gli eventi in diretta più nel dettaglio.

La mossa ammazza Twitter

Peccato che quest’opzione fosse disponibile solo per i profili personali e non anche sulle pagine aziendale: credevo che estenderla anche alle pagine avrebbe portato Facebook anche a conquistare il campo del racconto live degli eventi (ok, ci son le dirette video, ma il live-tweeting, si faceva sempre e comunque su Twitter).

Anziché estenderla, però, Zuckerberg l’ha eliminata anche dai profili personali. Boh!

E dopo Sanremo 2017?

In America Twitter è molto più diffuso e forse non è ancora accaduto qualcosa di simile, ma fossi in Mark andrei a recuperare quelle righe di codice dalla cantina…

E Twitter?

Direi che è messo sempre peggio… come dice un collega ormai ci sono solo VIP (o presunti tali), politici, giornalisti e social media manager: persone che non hanno nulla da fare 😛

PS: Il mio “sfogo”

Durante la prima serata di Sanremo, accortomi di questo nuovo utilizzo (e un po’ sorpreso, un po’ infastidito), avevo “urlato”, tra il serio e il faceto, il mio disappunto per questa nuova tendenza. Da esperto, ci terrei (almeno sulla carta) al corretto utilizzo dei diversi social (così come un cuoco esperto ci tiene al corretto uso di pentole e coltelli), ma sono consapevole che in fondo sono le persone a dettare le regole. Se si adegua Facebook, mi adeguerò anch’io.

Posted by

Sono Davide Morante, social media manager di Parma (anche se al momento mi muovo spesso anche tra Pavia e Milano). Mi occupo di comunicazione social per le aziende: elaboro strategie per la presenza sui social network (Facebook, ma anche Instagram, LinkedIn, Pinterest e Twitter) e li gestisco in prima persona.

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