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I cambiamenti del news feed di Facebook

Pochi giorni fa, Mike Stelzner, fondatore di Social Media Examiner ha pubblicato una nota con alcune riflessioni importanti circa il news feed di Facebook a seguito delle dichiarazioni prima di Mark Zuckerberg e poi di Adam Mosseri, Head of News Feed di Facebook.

Il post di Mark Zuckerberg

Le dichiarazioni di Zuckerberg sono state una vera e propria bomba:

We built Facebook to help people stay connected and bring us closer together with the people that matter to us. That’s why we’ve always put friends and family at the core of the experience. Research shows that strengthening our relationships improves our well-being and happiness.

But recently we’ve gotten feedback from our community that public content — posts from businesses, brands and media — is crowding out the personal moments that lead us to connect more with each other.

E ancora:

Based on this, we’re making a major change to how we build Facebook.

Qui lo puoi leggere integralmente: https://www.facebook.com/zuck/posts/10104413015393571

Il post di Adam Mosseri, Head of News Feed di Facebook

Adam Mosseri ha scritto un lungo post “News Feed FYI: Bringing People Closer Together” che è sintetizzabile nei seguenti punti.

Lo spazio nel news feed di Facebook è limitato (come dicevo nel post “Ads di Facebook: 3 buoni motivi per fare pubblicità su Facebook“)

Mostreremo meno contenuti di editori o aziende.

Le pagine potrebbero veder calata la propria reach: ossia il numero di persone raggiunte.

Nel giro dei prossimi mesi modificheremo l’edge rank (l’algoritmo che decide cosa mostrare e a chi).

Ma non credere che usando il tuo profilo personale anziché la pagina, la situazione possa migliorare: l’edge rank sarà aggiornato (anzi, secondo alcuni è già aggiornato) sia per le pagine sia per i profili personali.

Come sopravvivere a tutto ciò?

Mike Stelzner individua 6 punti.

  1. Ricalcola la frequenza dei post: “less is more” è una regola che varrà sempre di più.
  2. Crea contenuti che spingano all’interazione TRA le persone e non solo verso di te o la tua pagina.
  3. Inserisci in strategia video dirette video: è dimostrato che i video live generano maggiore interazione e… hanno una “corsia preferenziale” all’interno del news feed di Facebook.
  4. Evita il l’engagment bait (gli inviti compulsivi all’interazione): Adam Messori ha espressamente detto che questo tipo di post saranno penalizzati
  5. Specializzati nelle Facebook Ads: saranno sempre più sofisticate per permetterti di raggiungere il TUO pubblico
  6. Usa i chatbot di Messenger (anche perché, fidati, sono una figata atomica)

Conclusioni

Mark Zuckerberg sa bene che Facebook avrà valore fin quando ci saranno le persone e farà di tutto affinché le persone si trovino bene ogni qual volta accedono alla sua piattaforma.

Per questo è importante cercare di evitare di pensare di essere sui media tradizionali o al mercato dove vince chi urla di più, ma vincerà chi saprà intrattenere meglio le persone.

Author: Davide Morante

Sono Davide Morante, social media manager di Parma (anche se al momento mi muovo spesso anche tra Pavia e Milano). Mi occupo di comunicazione social per le aziende: elaboro strategie per la presenza sui social network (Facebook, ma anche Instagram, LinkedIn, Pinterest e Twitter) e li gestisco in prima persona.

2 comments

  1. Direi la parola fine alle automazioni sul passaggio di contenuti da sito a FB.

    Bene il maggior peso delle dirette video, anche se il rischio è tonnellate di video senza contenuto di “chiunque” tenti di sfruttare questa regola…

    Qualunque “bait” è da tempo bannato…

    Sulle Ads bene, ma una spinta così decisa sullo “sponsorizzato” creerà lo stesso problema dei video a lungo termine (soprattutto su target vaghi).

    Sui chatbot sono d’accordo sulle potenzialità. Ma il costo di mantenimento mi crea non pochi dubbi. Abbiamo sperimentato due chatbot (una a tema sport e una a tema eventi) nei mesi scorsi. Motore: Chatfuel. Risultato interessante ma ci sono parecchi problemi in fase di avvio, serve una figura dedicata per “istruire” l’IA e creare i funnel che dalla chat portino ad accedere ai tuoi contenuti (senza deludere l’utente). Vediamo tra due mesi se saremo stati in grado di programmarli al meglio.

    Bell’articolo.

  2. riguardo ai chatbot ho visto anche pagine piccole piccole averne: credo che fb ne stia predisponendo alcuni di default con le domande più semplici.

    ovvio che funnel più complessi richiedono strutture e competenze più complesse.

    vedremo ^_^

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